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Filari al mattino sulle colline del Lazio.

Il territorio

Piglio. Ciociaria. Lazio sud.

Sulle colline di Piglio, tra i Monti Ernici e il pianoro di Anagni, altitudine, suolo e vento entrano nel carattere dei vini prima ancora della cantina.

Filari davanti alla casa dell’azienda.

Geografia

La collina prima della bottiglia.

Dodici ettari, dieci vitati (due tra uliveto e frutteto), quote diverse e suoli calcarei. Ogni appezzamento porta una sfumatura propria: più fresca, più profonda, più luminosa o più adatta all’attesa.

In sintesi

12 ettari
Piglio, La Forma e Gavignano.
10 vitati
Cesanese d’Affile, Passerina, Pinot Nero.
250-500 m
Altitudine sul livello del mare.

Piglio

Le colline di Piglio

Piglio è uno dei luoghi più rappresentativi della viticoltura laziale. Le sue colline, rivolte verso la valle e protette dai rilievi dei Monti Ernici, offrono un ambiente naturalmente vocato alla vite.

Non è solo un punto sulla mappa: è un paesaggio agricolo, una comunità, una memoria di vigne coltivate da generazioni.

Ciociaria

La Ciociaria

La Ciociaria è una terra schietta, intensa, ancora autentica: un territorio di borghi, strade di campagna, abbazie, colline e tradizioni contadine.

Nei suoi vini si ritrova questa identità: calore, struttura, semplicità non banale e un legame profondo con la terra. Qui il vino non è soltanto prodotto agricolo, ma racconto di paesaggio, memoria e appartenenza.

Lazio sud

Il Lazio sud

Il Lazio sud custodisce una viticoltura meno raccontata rispetto ad altre zone italiane, ma ricca di personalità. Qui i vitigni autoctoni trovano espressioni sincere e contemporanee, capaci di parlare sia al territorio sia a chi cerca vini con un’identità precisa.

Tra questi, il Cesanese del Piglio DOCG è uno degli elementi identitari più importanti del territorio. Riconosciuto come DOC nel 1973 e promosso a DOCG nel 2008, è l’unica DOCG rossa del Lazio: un primato che racconta la vocazione storica di queste colline.

Suolo, altitudine e vento

Suolo, altitudine e vento

La zona di produzione del Cesanese del Piglio DOCG comprende i comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano, in un areale di circa 15.317 ettari sulle pendici dei Monti Ernici.

Le vigne si sviluppano tra circa 220 e 980 metri sul livello del mare, su terre rosse e suoli argilloso-limosi, con pendenze, esposizioni e ventilazioni che contribuiscono in modo decisivo all’identità dei vini.

Altitudine, ventilazione e forti escursioni termiche tra giorno e notte aiutano la maturazione dell’uva, preservano freschezza e profumi e danno vini equilibrati, profondi e mai scontati. Ogni vendemmia è il risultato del dialogo silenzioso tra clima, terra e tempo.

Vitigni

Autoctoni e scelte di collina.

  • Mano che regge un grappolo di uva Cesanese rossa nella vigna de L'avventura a Piglio.

    Cesanese d’Affile

    Il cuore della produzione e della denominazione, capace di letture giovani, Superiori e Riserva.

  • Filari della vigna de L'avventura a Piglio durante la vendemmia, con grappoli e lavoro tra le viti.

    Passerina

    Il lato bianco della collina: sapido, luminoso, con una freschezza che resta gastronomica.

  • Grappolo di uva Pinot Nero maturo sulla vite nella collina di Piglio.

    Pinot Nero

    Una scelta più rara per Piglio, coltivata con misura e raccontata oggi da Gabinius.